Una passione tramandata di padre in figlio

Una passione tramandata di padre in figlio

“Se il solo fatto di essere umani muove le persone a prendersi cura dell’ambiente del quale sono parte, i cristiani, in particolare, avvertono che i loro compiti all’interno del creato, i loro doveri nei confronti della natura e del Creatore sono parte della loro fede” (L. Sii, 64) Parlare del mio legame con la natura e con la terra, per quanto viscerale sia, paradossalmente non è facile. Il mio è un sentimento profondo, nato probabilmente con me, una passione che mi è stata tramandata da bambino, e che ho accolto con estrema naturalezza data la mia naturale predisposizione ad accogliere e far mio tutto ciò che racchiude bellezza e, nulla supera in bellezza Madre Natura. Fin da bambino sentivo dentro di me il forte attaccamento alla terra, all’arte del coltivare il terreno, mi affascinava l’idea che da un piccolo semino rinsecchito potesse nascere nuova vita. Coltivare il terreno ad oggi per me non è solo una passione, ma è diventata un po’ una sorta di metafora  della vita:  c’è in primis il momento dell’ARATURA dei campi: una buon aratura è fondamentale per preparare il terreno ad accogliere il nuovo seme,  ed è paragonabile al senso di predisposizione all’accoglienza che ogni uomo dovrebbe nutrire dentro di sé, è l’apertura ad un possibile e migliore cambiamento. Poi c’è la SEMINA: bisogna saper riconoscere a colpo d’occhio le sementi più idonee ad essere piantate, non tutte le sementi che conserviamo mantengono inalterate le qualità necessarie affinché germoglino, c’è il seme buono e c’è anche quello andato a male nel ‘boccaccio’…, così come c’è il bene e c’è il male nell’animo dell’uomo, sta a... leggi tutto
Coltivare e Custodire

Coltivare e Custodire

“Mentre “coltivare” significa arare o lavorare un terreno “custodire” vuol dire proteggere, curare, preservare, conservare, vigilare. Ciò implica una relazione di reciprocità responsabile tra essere umano e natura. Ogni comunità può prendere dalla bontà della terra ciò di cui ha bisogno per la propria sopravvivenza, ma ha anche il dovere di tutelarla e garantire la continuità della sua fertilità per le generazioni future”. (L.Sii, 67)  Questo passo della Laudato Sì di Papa Francesco mi fa pensare che in questi giorni in campagna si effettua la potatura delle viti, la tradizione popolare consiglia di potare in luna calante per avere una riduzione del «pianto» che, se eccessivo potrebbe indebolire la vite… Questo è uno dei modi di “custodire” un terreno, in un luogo dove l’agricoltura è una passione di tanti, dove molte famiglie trovano sostentamento nella coltivazione del terreno e soprattutto dove gli anziani e le credenze popolari sui raccolti, sulle potature, sui trapianti e sulle conserve la fanno da padrone. Ma allora che c’entra il passo del papa con il mio lavoro e con la mia vita? Beh c’entra e come se c’entra… il terreno va ‘preservato’ per le generazioni future; bisogna avere rispetto della terra e la terra ci ripagherà; questo lo si fa lavorandolo (sfruttandolo) il meno possibile, rispettando la ‘rotazione’, cercando di utilizzare al minimo i prodotti chimici per la concimazione; nel nostro caso praticamente niente, visto che facciamo agricoltura biologica e questo è uno dei modi del prenderci cura del nostro territorio. Il nostro lavoro a Scarcelli è diventato un ‘laboratorio’ in cui ci chiedono e si danno consigli, dove tradizioni, credenze popolari e conoscenze da... leggi tutto
“Cose belle” che risiedono nella normalità

“Cose belle” che risiedono nella normalità

Accoglienza e ospitalità, condivisione, lavoro e impegno: questo, e molto altro, è targato Green Camp! La Cooperativa il Segno, forte dell’esperienza decennale, ha continuato a mantenere legami di reciprocità con cooperative sociali e associazioni di volontariato del Nord Italia, e ha ospitato durante questa estate 2018, quattro gruppi che hanno scelto di impegnare il loro tempo in Calabria. Più di 50 il numero delle persone coinvolte, ragazzi e adolescenti che hanno affrontato oltre 1000 km di viaggio con i loro educatori e volontari, per arrivare a Scarcelli. Il primo Green Camp 2018 proveniente da Modena, ha visto protagonisti 15 ragazzi che, dopo aver affrontato un percorso sulla legalità nella loro comunità di Portile, ha deciso di raggiungere la tappa del Green Camp fuscaldese: si sono alternati in gruppi di lavoro nei campi della Cooperativa, alla volta della raccolta di pomodori e peperoncini, nel laboratorio di trasformazione, prestando il loro servizio e il loro tempo; hanno desiderato organizzare tour presso luoghi limitrofi, quali il Santuario di San Francesco da Paola e la visita a Cosenza, alla scoperta di una parte della Calabria. Giornate ricche di racconti del nostro territorio e di persone significative come Paolo Panaro e Giovanni Serra, che hanno testimoniato sul tema della legalità. #GreenCampModena, utilizzando il linguaggio social, ha passato il testimone ai #GreenCampGiona provenienti da Cremona; educatori e volontari hanno seguìto gruppi di minori stranieri non accompagnati, che si sono turnati fino ai primi giorni di settembre. Veterani ormai, gli amici della Cooperativa Nazareth e del Centro Giona insieme all’Associazione Drum Bun, hanno dato vita a tre intense settimane presso il Centro di aggregazione di Scarcelli.... leggi tutto
IL BARATTOLO DA CONSERVA

IL BARATTOLO DA CONSERVA

Oggi ce ne sono milioni nelle nostre case e molti di noi li hanno visti usati dalle mamme e dalle nonne fin da quando erano piccoli. Ma i barattoli da conserva con il tappo a vite, che oggi vengono usati per la conservazione casalinga come per i prodotti industriali, dalle marmellate ai sughi, non sono sempre esistiti. Per secoli, la conservazione dei cibi è stata infatti limitata esclusivamente alle tecniche di salagione, essiccazione e affumicamento. Questo permetteva di tenere per lungo tempo e portare in viaggio soltanto carni e pesci, ma nessun tipo di cibo umido. Nel 1800, Napoleone offrì un premio di 12.000 franchi a chi avesse procurato un nuovo metodo di conservazione dei cibi. Appert, cuoco e pasticciere francese, presentò una selezione di frutta e verdura in bottiglia di sua manifattura all’Exposition des produits de l’industrie française nel 1806, ma non vinse alcun premio. Nel 1810 il Bureau of Arts and Manufactures del ministero dell’Interno, riconoscendo i meriti del suo metodo, erogò ex gratia un pagamento di 12.000 franchi a condizione che rendesse pubblico il procedimento. Appert accettò e pubblicò quello stesso anno un libro intitolato L’Art de conserver les substances animales et végétales. Ne furono stampate 200 copie e fu il primo libro di cucina del suo genere, ovvero dedicato ai metodi di conservazione. In sostanza, il pasticcere, già nel 1802, era arrivato dopo numerosi esperimenti, alla conclusione che i cibi deteriorabili si conservavano a lungo se sigillati all’interno di bottiglie di vetro, immerse successivamente in acqua bollente. Secondo quanto raccontato nel libro, la conservazione degli alimenti doveva rispettare scrupolosamente alcuni passaggi: l’introduzione degli alimenti già lavorati nelle bottiglie e... leggi tutto

Tempo di zucchine

TEMPO DI ZUCCHINE Nei nostri campi in queste settimane abbiamo raccolto zucchine in abbondanza, ed anche la StazioneSolidale è stata invasa dalla produzione agricola; così appena raccolte sono state trasformate in gustose e croccanti zucchine a filetto, condite con olio extravergine di oliva BIO, aglio e peperoncino; per i vostri antipasti e contorni, o semplicemente per preparare gustose insalate con altri prodotti. Parte del raccolto invece è stato semilavorato e conservato, diventeranno ingredienti delle prossime produzioni di Antipasto Goloso e Piccantino... leggi tutto