“Se il solo fatto di essere umani muove le persone a prendersi cura dell’ambiente del quale sono parte, i cristiani, in particolare, avvertono che i loro compiti all’interno del creato, i loro doveri nei confronti della natura e del Creatore sono parte della loro fede” (L. Sii, 64)

Parlare del mio legame con la natura e con la terra, per quanto viscerale sia, paradossalmente non è facile. Il mio è un sentimento profondo, nato probabilmente con me, una passione che mi è stata tramandata da bambino, e che ho accolto con estrema naturalezza data la mia naturale predisposizione ad accogliere e far mio tutto ciò che racchiude bellezza e, nulla supera in bellezza Madre Natura.
Fin da bambino sentivo dentro di me il forte attaccamento alla terra, all’arte del coltivare il terreno, mi affascinava l’idea che da un piccolo semino rinsecchito potesse nascere nuova vita.
Coltivare il terreno ad oggi per me non è solo una passione, ma è diventata un po’ una sorta di metafora  della vita:  c’è in primis il momento dell’ARATURA dei campi: una buon aratura è fondamentale per preparare il terreno ad accogliere il nuovo seme,  ed è paragonabile al senso di predisposizione all’accoglienza che ogni uomo dovrebbe nutrire dentro di sé, è l’apertura ad un possibile e migliore cambiamento.
Poi c’è la SEMINA: bisogna saper riconoscere a colpo d’occhio le sementi più idonee ad essere piantate, non tutte le sementi che conserviamo mantengono inalterate le qualità necessarie affinché germoglino, c’è il seme buono e c’è anche quello andato a male nel ‘boccaccio’…, così come c’è il bene e c’è il male nell’animo dell’uomo, sta a noi decidere quale scegliere e far germogliare nel nostro cuore;
La NASCITA: dalla nascita in poi viene il bello. La pianta ha bisogno di molte più cure ed attenzioni, va irrigata con una precisa frequenza e la piantina crescendo va indirizzata e liberata dalle erbacce per poter crescere rigogliosa ed in salute, una piantina abbandonata a sé stessa non crescerà mai tanto da poter dar frutto, così come nella vita, ci capita di avere intorno a noi persone che cercano di impedirci di vivere la nostra vita in maniera libera; circondiamoci invece di persone che sono disposte ad uno scambio reciproco di attenzioni e doniamoci, perché è in quel preciso istante che senza rendercene conto stiamo ricevendo.
La MATURAZIONE e la conseguente RACCOLTA.
Vedere che la piantina alla quale abbiamo dedicato tempo, passione e pazienza ci ripaga con dei buoni frutti  è il compimento di un ciclo, è un emozione senza eguali; a volte però capita che le intemperie del tempo possano compromettere il raccolto, ma questo il contadino lo sa e lo mette in conto prima ancora della semina e ciò non lo spaventa, perché il suo lavoro non sarà mai fine a se stesso. Anche noi accudiamo qualcuno o qualcosa sempre con la speranza che tutto possa andare secondo i nostri piani, ma qualora così non fosse dovremmo esser capaci di riconoscere la Sua Presenza anche nella sofferenza che sicuramente non è fine a sé stessa.
In conclusione, ho sempre avuto la convinzione che, la Creazione sia un immenso dono di Dio, sta a noi porci nei suoi confronti con l’atteggiamento giusto ed essere capaci di metabolizzare ed assimilare ogni sua magnifica lezione.

Francesco M.