“Mentre “coltivare” significa arare o lavorare un terreno “custodire” vuol dire proteggere, curare, preservare, conservare, vigilare. Ciò implica una relazione di reciprocità responsabile tra essere umano e natura. Ogni comunità può prendere dalla bontà della terra ciò di cui ha bisogno per la propria sopravvivenza, ma ha anche il dovere di tutelarla e garantire la continuità della sua fertilità per le generazioni future”. (L.Sii, 67) 

Questo passo della Laudato Sì di Papa Francesco mi fa pensare che in questi giorni in campagna si effettua la potatura delle viti, la tradizione popolare consiglia di potare in luna calante per avere una riduzione del «pianto» che, se eccessivo potrebbe indebolire la vite…
Questo è uno dei modi di “custodire” un terreno, in un luogo dove l’agricoltura è una passione di tanti, dove molte famiglie trovano sostentamento nella coltivazione del terreno e soprattutto dove gli anziani e le credenze popolari sui raccolti, sulle potature, sui trapianti e sulle conserve la fanno da padrone. Ma allora che c’entra il passo del papa con il mio lavoro e con la mia vita?
Beh c’entra e come se c’entra… il terreno va ‘preservato’ per le generazioni future; bisogna avere rispetto della terra e la terra ci ripagherà; questo lo si fa lavorandolo (sfruttandolo) il meno possibile, rispettando la ‘rotazione’, cercando di utilizzare al minimo i prodotti chimici per la concimazione; nel nostro caso praticamente niente, visto che facciamo agricoltura biologica e questo è uno dei modi del prenderci cura del nostro territorio. Il nostro lavoro a Scarcelli è diventato un ‘laboratorio’ in cui ci chiedono e si danno consigli, dove tradizioni, credenze popolari e conoscenze da manuale si intrecciano.
Sono fermamente convinta che la terra è un dono che abbiamo ricevuto e bisogna ‘trattarla’ con rispetto affinché i nostri figli abbiamo ancora di che mangiare dei frutti che essa ci dona. A Scarcelli ancora oggi i nonni si portano in campagna i nipotini, per insegnare loro l’arte della coltivazione e questo è importante per garantire il futuro alle nuove generazioni.

Il primo stato del mondo fu stato degli schiavi, il secondo di liberi. Il terzo sarà di comunità di amici.  Il primo vide le erbe; il secondo lo spuntar delle spighe; il terzo raccoglierà il grano. Il primo ebbe in retaggio l’acqua; il secondo il vino; il terzo spremerà l’olio.
(cit. Gioacchino da Fiore, Liber Figurarum)

Giuliana